Reggio Emilia
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Il mio cuore cattivo

C’è un vuoto nella memoria di Dorothea. Quella sera voleva uscire a tutti i costi, ma i suoi l’avevano costretta a fare la babysitter al fratello minore mentre loro erano a teatro. Ricorda che lui non ne voleva sapere di dormire e urlava come un pazzo. Ricorda una telefonata che l’aveva sconvolta, ricorda di aver perso la testa e poi più niente. Più niente fino agli occhi sbarrati del fratellino, senza più vita. C’è un abisso in quel vuoto di memoria, un abisso che parole come “arresto cardiaco” non riescono a colmare. Perché la verità è che lei non ricorda cosa sia successo.

Solo adesso, dopo mesi di ospedale psichiatrico, di terapie, di psicologi, ha raggiunto faticosamente un equilibrio precario. Ha cambiato casa, scuola, città: si aggrappa alla speranza di una vita normale. Ma una notte vede in giardino un ragazzo terrorizzato che le chiede aiuto e poi scompare senza lasciare traccia. E quando, dopo qualche giorno, Dorothea scopre l’identità del ragazzo e viene a sapere che in realtà lui si sarebbe suicidato prima del loro incontro, le sembra di impazzire di nuovo. I fantasmi del passato si uniscono a quelli del presente precipitandola in un incubo atroce in cui non capisce di chi si può fidare e in cui la sua peggiore nemica potrebbe rivelarsi proprio lei stessa.

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One Response to Il mio cuore cattivo

  1. LadyAileen says:

    La storia è raccontata in prima persona dalla stessa Dorothea (scelta che ti coinvolge decisamente di più) mentre la città in cui è ambientata è di pura fantasia.
    Trovo che sia un romanzo scorrevole e ben scritto, con la giusta dose di suspense e dalla tematica interessante.
    Tutto ruota intorno ad un pensiero: Chiunque ha un lato malvagio ma facciamo sempre in modo di tenerlo a freno, però cosa succederebbe, se in un momento di rabbia ci lasciassimo completamente dominare?
    L'autore ha uno stile fluido, ha saputo creare un thriller psicologico intrigante e con una tensione che aumenta man mano che si procede nella lettura.
    Ho apprezzato anche la protagonista intelligente e particolare. Dorothea, infatti, è sinestetica ovvero percepisce uno stimolo sensoriale provocando una reazione di un altro senso (del tipo guardare i numeri e associarli ai colori). Pagina dopo pagina sentiamo la sua disperazione e la sua insicurezza.
    Se pensate di trovare un risvolto romantico, resterete delusi anche se, l'autore, ha comunque cercato di fare qualcosa al riguardo.
    Un libro che si legge tutto d'un fiato e con una soluzione finale per niente prevedibile.

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