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Booker Prize 2019: vince “I testamenti”

Margaret Atwood con il suo romanzo “I testamenti” ha vinto il Booker Prize 2019, il più importante premio letterario britannico e uno dei più ambiti riconoscimenti mondiali.

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario basato sul controllo del corpo femminile. La donna ha solo un compito, nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza all’élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ambientato 15 anni dopo i fatti narrati in “Il racconto dell’ancella”, “I testamenti” è uno sguardo amaro e illuminante che si fa metafora della società contemporanea.

La giuria del premio, facendo una straordinaria eccezione al regolamento, ha assegnato il Booker Prize anche al romanzo “Girl, woman, other” di Bernardine Evaristo (al momento inedito in Italia).

Margaret Atwood e Bernardine Evaristo succedono all’irlandese Anna Burns, vincitrice nel 2018 col suo romanzo “Milkman”, e iscrivono il loro nome in un albo d’oro che comprende autori come il Premio Nobel Kazuo Ishiguro, Ian McEwan, Salman Rushdie e molti altri. Margaret Atwood aveva già vinto il Booker Prize nel 2000 con il romanzo “L’assassino cieco”.

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