Reggio Emilia

Premio Scerbanenco 2019: i finalisti

Svelata la cinquina dei finalisti al Premio Scerbanenco 2019 per il miglior giallo italiano dell’anno: “La logica della lampara” di Cristina Cassar Scalia, “Nero a Milano” di Romano De Marco, “L’isola delle anime” di Piergiorgio Pulixi, “La danza dei veleni” di Patrizia Rinaldi e “Ninfa dormiente” di Ilaria Tuti.

“La logica della lampara” di Cristina Cassar Scalia (pubblicato da Einaudi) ci porta a Catania quando due persone, all’alba, vedono sulla costa un uomo che trascina a fatica una grossa valigia e la getta fra gli scogli. Poche ore dopo, il vicequestore Vanina Guarrasi riceve una chiamata anonima: una voce femminile riferisce di aver assistito all’uccisione di una ragazza avvenuta quella notte in un villino sul mare. La scontrosa Vanina, la cui vita privata si complica di giorno in giorno, dovrà muoversi con cautela, ricorrendo all’aiuto di un commissario in pensione dal fiuto ancora infallibile.

Dalla Sicilia ci spostiamo alla Lombardia con Romano De Marco e il suo “Nero a Milano” (edito da Piemme). In una villetta abbandonata vengono trovati due cadaveri carbonizzati: sull’indagine c’è il commissario Luca Betti in uno dei periodi più complicati della sua vita, preso com’è fra la separazione dalla moglie e il difficile rapporto con la figlia. Nel frattempo, l’investigatore privato Marco Tanzi deve rintracciare un diciottenne con problemi mentali, fuggito da casa per andare a vivere fra i senzatetto. E quando un serial killer inizia a far strage di clochard, le strade dei due protagonisti (amici ed ex colleghi) torneranno fatalmente a incrociarsi.

Piergiorgio Pulixi ci conduce invece in un viaggio fra le pieghe più oscure della Sardegna in “L’isola delle anime” (Rizzoli). Quando vengono confinate alla sezione Delitti Insoluti della questura di Cagliari, le ispettrici Mara Rais (trasferita lì per punizione) ed Eva Croce (fuggita da Milano per una tragedia che l’ha colpita) formano una miscela esplosiva. Relegate in archivio, le due iniziano a indagare sui misteriosi (e insoluti) omicidi di giovani donne commessi parecchi anni prima in alcuni antichi siti nuragici dell’isola. Ma la pista fredda diventa all’improvviso rovente quando il killer torna a colpire: Eva e Mara dovranno allora misurarsi con i rituali di una remota, selvaggia religione e ingaggiare un duello mortale con i propri demoni.

In “La danza dei veleni” di Patrizia Rinaldi (pubblicato da E/O), la detective ipovedente Blanca e i suoi colleghi si trovano a dover risolvere due casi che sembrano scollegati: un traffico di animali illegali provenienti dall’estero e la morte di una donna, avvenuta a causa del morso di un ragno rarissimo e letale. Nella prima indagine, delle circostanze fortuite porteranno a galla indizi che provocheranno la morte di due veterinari, mentre nella seconda si intravede l’ombra di un assassino seriale che usa i ragni come armi. Fra egoismi professionali e rapporti umani messi a dura prova, Blanca dovrà ricorrere a tutte le sue armi per arrivare in fondo a queste vicende oscure.

Chiudiamo la nostra panoramica sui finalisti del Premio Scerbanenco 2019 con “Ninfa dormiente” di Ilaria Tuti. Teresa Battaglia è un commissario di polizia dal carattere fiero e brusco, specializzata nella profilazione psicologica dei criminali e nei cold case, i “casi freddi”, violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò a cui ora si trova di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto si aspettava. Il male ha tracciato un disegno e a Teresa non resta che analizzarlo minuziosamente e seguirne le tracce, fra le valli e i boschi delle Alpi…

Il Premio Scerbanenco 2019 verrà assegnato il 9 dicembre a Milano, all’università IULM, nell’ambito del “Noir in Festival”.

Il romanzo “Nero a Milano” di Romano De Marco si è nel frattempo aggiudicato il Premio dei lettori per essere stato il più votato sul sito del festival.