Reggio Emilia
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Premio Scerbanenco 2018

“A chi appartiene la notte” di Patrick Fogli (pubblicato da Baldini & Castoldi) ha vinto nei giorni scorsi il Premio Scerbanenco 2018 (consegnato come di consueto nell’ambito del Noir in Festival) ed è ufficialmente il miglior giallo italiano dell’anno.

Noi ne siamo particolarmente felici perché, all’interno del romanzo, c’è anche una scena ambientata proprio alla Libreria All’Arco“A chi appartiene la notte” di Patrick Fogli racconta infatti la storia di Irene, una giornalista d’inchiesta messa fuori gioco dalla sua ostinazione a svelare corruzioni e tutelare i diritti dei cittadini. Quando il giovane Filippo cade dalla Pietra di Bismantova, in una notte d’estate, Irene è lì per puro caso e la madre del ragazzo, che non crede al suicidio, chiede aiuto a lei. Inizierà così a setacciare la vita di Filippo, per cercare una strada investigativa da percorrere e capirà che dietro c’è una situazione molto complessa, che parte da un patto nato nel dopoguerra per garantire prosperità e che coinvolge alcune famiglie dell’Appennino. Ricostruire la vita di Filippo si trasformerà ben presto in una discesa all’inferno.

La giuria del premio, composta da Cecilia Scerbanenco (Presidente e figlia di Giorgio Scerbanenco, padre del giallo italiano), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Ranieri Polese, Sebastiano Triulzi e John Vignola, ha assegnato il riconoscimento all’unanimità con la seguente motivazione: “Perché in un momento molto critico per l’indipendenza e la libertà di espressione del giornalismo italiano, l’autore sceglie come protagonista una giornalista d’inchiesta, impegnata a condurre la propria indagine in un contesto di non-verità, che genera e amplifica sospetti etici e morali tipici della nostra attualità. Inoltre perché il linguaggio accurato e di forte introspezione psicologica – sempre attento comunque ai più classici meccanismi del noir – e l’ambientazione in una realtà geografica-antropologica intensa, amara e suggestiva come l’Appennino reggiano, riescono a far lievitare il romanzo a una dimensione di denuncia che mette a nudo tutte le nostre colpe, pubbliche e private”.

La giuria ha attribuito all’unanimità anche una Menzione Speciale a “Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti (pubblicato da Longanesi), intendendo così cogliere in questo esordio “la freschezza dello stile, l’intensità e il carisma di una protagonista borderline che riesce a dare un’impronta quanto mai originale a una trama comunque variegata e incalzante”. “Fiori sopra l’inferno” racconta di Teresa Battaglia, commissario di polizia esperta nella profilazione dei criminali, che si trova fra le mani un’indagine che la porta tra i freddi boschi delle montagne. La sua abilità investigativa dovrà però fare i conti con un segreto custodito nel suo passato e che rischia di compromettere il caso e la sua carriera.

Il Premio del pubblico è stato vinto da “Lo stupore della notte” di Piergiorgio Pulixi (edito da Rizzoli): Rosa Lopez è una poliziotta indurita dal lavoro e dalla vita, appena trasferita dalla Calabria (dove combatteva le organizzazioni mafiose) a Milano. Dovrà confrontarsi con una minaccia gravissima che incombe sulla città: la più perfida delle menti criminali ha ordito un piano di morte. Lo chiamano il Maestro e insegna l’arte della guerra. Per fermarlo, Lopez scivolerà in una spirale di ricatti, tradimenti e vendette.

Gli altri finalisti del Premio Scerbanenco 2018 erano “Il compimento è la pioggia” di Giorgia Lepore (pubblicato da E/O) e “Il purgatorio dell’angelo” di Maurizio De Giovanni (pubblicato da Einaudi). “Il compimento è la pioggia” inizia a Bari, nella notte di San Nicola, quando avviene un omicidio: in una casa del centro storico viene uccisa una ragazza di vent’anni. Intorno al suo corpo, tracce della presenza di bambini: giocattoli, biberon, vestiti. I bambini però sembrano scomparsi nel nulla. L’ispettore Gerri Esposito ha pochi giorni per indagare, prima che la sua vita privata interferisca in maniera irreparabile con quanto sta accadendo. “Il purgatorio dell’angelo” è invece la più recente indagine del commissario Ricciardi, l’amatissimo personaggio creato da Maurizio De Giovanni: su una lingua di tufo che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete, che qualcuno ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti. Venire a capo del caso sarà molto complicato, anche perché Napoli è flagellata da una banda di rapinatori che non dà tregua alla questura…

Patrick Fogli succede a Luca D’Andrea, vincitore del Premio Scerbanenco 2017 con “Lissy”, e scrive il suo nome su un albo d’oro che vanta alcuni dei più importanti giallisti italiani, come Maurizio De Giovanni, Donato Carrisi, Carlo Lucarelli, Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo.

Per scoprire tutto sul Premio Scerbanenco e sui principali riconoscimenti letterari italiani e stranieri, vi invitiamo a consultare la sezione del nostro sito dedicata ai premi letterari.