Reggio Emilia
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Premio Campiello 2019: i finalisti

I finalisti del Premio Campiello 2019 sono: “Il gioco di Santa Oca” di Laura Pariani, “La vita dispari” di Paolo Colagrande, “Carnaio” di Giulio Cavalli, “Lo stradone” di Francesco Pecoraro e “Madrigale senza suono” di Andrea Tarabbia. Assegnato anche il Premio Opera Prima, che va a “Hamburg” di Marco Lupo. Scopriteli con noi!

“Il gioco di Santa Oca” di Laura Pariani (pubblicato da La nave di Teseo) inizia nell’autunno del 1652, quando un pugno di uomini stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati che razziano i paesi della brughiera lombarda si raccoglie intorno a Bonaventura Mangiaterra, un affascinante e misterioso capopopolo. In breve la sua banda cresce di numero e forza, minacciando il potere costituito. Per fermare la rivolta, l’Inquisizione e i nobili della zona schierano alcune spie e un esercito poderoso, ma quando riusciranno ad arrivare a Bonaventura, una sorpresa metterà in discussione tutte le loro certezze. Anni dopo, toccherà a una donna coraggiosa far luce su quanto accaduto.

La vita di Buttarelli è un tragicomico susseguirsi di inciampi e di intuizioni, di vessazioni e di casualità. Quando scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all’insegna del paradosso. “La vita dispari” di Paolo Colagrande (Einaudi) è un irresistibile e surreale vortice di infatuazioni, innamoramenti, matrimoni e umane rivalità nel quale tutti saranno travolti.

“Carnaio” di Giulio Cavalli (edito da Fandango) è invece un romanzo che riverbera d’attualità. Giovanni è un pescatore che vende il suo pesce nel mercato di un paesino come tanti, aggrappato alla costa. Un giorno di marzo, attraccando al pontile, Giovanni s’imbatte nel cadavere di un uomo in mare, un ragazzo di colore. Dopo quello, i ritrovamenti di cadaveri (tutti giovani, tutti neri) si susseguono senza che le autorità locali riescano a trovare un filo: cumuli di cadaveri da seppellire, identificare, gestire. Da Roma prendono tempo, tanto che, per non venire sommersi, i cittadini escogiteranno un sistema per affrontare l’emergenza e trasformarla in profitto.

Un uomo di circa 70 anni osserva dal settimo piano della sua palazzina le vicende dello “stradone” sotto casa sua: i tanti personaggi che lo percorrono incarnano tutte le forme della nostra società e nulla sfugge a questo narratore disordinato, ma perspicace, che pare saper restituire meglio di chiunque – con ironia, cinismo e nostalgia – il non senso del nostro presente. Racconta anche, l’uomo senza nome, la propria esistenza di aspirante storico dell’arte, funzionario pubblico, uomo che ha creduto nel comunismo e poi si è fatto socialista e corrotto, con i suoi amori e, oggi, l’ossessione per la vecchiaia, la malattia, la pornografia. “Lo stradone” di Francesco Pecoraro è pubblicato da Ponte alle Grazie.

Andrea Tarabbia nel suo “Madrigale senza suono” (Bollati Boringhieri) racconta la storia di un uomo solo e tormentato, che compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo e dal quale scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico. Siamo a cavallo fra Cinquecento e Seicento e Gesualdo da Venosa, celebre principe madrigalista, è il centro attorno a cui ruota questo romanzo gotico e sensuale. Come può il male, è la domanda scandalosa sottesa, dare vita a tanta purezza? Una storia che attraversa i secoli e arriva fino ai giorni nostri, spingendosi a lambire i confini tra delitto e genio.

Il Premio Campiello Opera Prima è stato assegnato al romanzo “Hamburg” di Marco Lupo (pubblicato da Il Saggiatore): in un mondo freddo e funestato da incendi, uomini e donne trovano rifugio in una libreria; qui si raccontano storie e si leggono frammenti di libri sopravvissuti alla distruzione. Nessuno ha un nome, tutti ascoltano. Un giorno uno degli uomini porta con sé alcuni romanzi di uno scrittore di cui si sono perse le tracce: sono ambientati fra le macerie di Amburgo, nel 1943, durante i bombardamenti, e parlano di un bambino chiuso in un bunker sotterraneo…

L’appuntamento con la proclamazione del vincitore è fissato per sabato 14 settembre 2019 al Teatro La Fenice di Venezia. In quella data si saprà chi sarà il successore di “Le assaggiatrici” di Rosella Postorino (pubblicato da Feltrinelli e vincitore nel 2018) e scriverà il proprio nome in un albo d’oro che vanta nomi del calibro di Margaret Mazzantini, Giorgio Bassani e molti altri.

Per sapere tutto sul Campiello e sui principali riconoscimenti letterari, vi invitiamo a visitare la sezione del nostro sito dedicata ai premi letterari.

(notizia pubblicata l’1 giugno 2019)