Reggio Emilia - Via Emilia Santo Stefano, 3/D
Lun - Sab 9 - 19.30 | Dom 9.30 - 13 / 16 - 19.30

La voce degli uomini freddi

C’è un popolo che vive di stenti in una terra ostile. Una terra in cui nevica sempre, anche d’estate, le valanghe incombono dalle giogaie dei monti e le api sono bianche. E gli uomini hanno la carnagione pallida, il carattere chiuso, le parole congelate in bocca. Però è gente capace di riconoscenza, di solidarietà silenziosa, uomini e donne con un istinto operoso che li fa resistere senza lamentarsi, anzi, addirittura lavorare con creativa alacrità, con una fierezza gioiosa, talvolta pronti a godere dei rari momenti di requie, della bellezza severa del paesaggio, della voce allegra del loro torrente che, scorrendo sul fondo della valle, dà impulso a segherie e mulini.

Il torrente è una delle voci di questi uomini freddi solo all’apparenza ed è l’acqua che, se da un lato mette in moto tutte le attività, dall’altro innesca il dramma che sta sospeso su quelle vite grame eppure, in qualche modo, felici.

Corona ci ha abituato alle narrazioni corali, alle epopee umili di gente che avanza compatta con le proprie storie senza storia solo perché nessuno ha voluto abbassare l’orecchio al livello del suolo per ascoltarne la voce flebile eppure emozionante. E, su tutto, l’ombra di una tragedia che ricorda il Vajont.

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