Reggio Emilia
Via Emilia Santo Stefano, 3/D
Lun - Sab 9 - 19.30 | Dom Chiuso

La carta più alta

A Pineta siamo a metà di un’estate particolarmente lunga. Massimo, che ha completamente ristrutturato il bar, cerca una nuova banconista; Aldo, a cui hanno distrutto il ristorante dandogli fuoco, sta cercando un nuovo locale e il posto adatto ci sarebbe: si tratta di Villa del Chiostro, una beauty farm che sta andando piuttosto bene, messa su vari anni prima da un personaggio losco, Riccardo Foresti, che ci vorrebbe aprire un ristorante in comproprietà.

Aldo è reso dubbioso dalla cattiva reputazione di Foresti e prima di accettare vuole delle garanzie. Grazie alle conoscenze di Pilade in Comune, i vecchietti riescono a mettere le mani sui vari atti che hanno portato all’acquisizione del fabbricato: scoprono così che la proprietà è stata comprata a un valore assai inferiore al prezzo di mercato.

La spiegazione è ovvia: il bene è stato acquistato come nuda proprietà e quindi destinato a rimanere in mano al venditore, Ranieri Carratori, fino alla morte di quest’ultimo. Meno ovvio è, invece, che il Carratori stesso sia morto in maniera improvvisa dopo un mese circa dalla stipula del contratto. Apparentemente, per una malattia che non perdona, ma per i vecchietti è una coincidenza troppo grossa per essere solo un caso.

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