Reggio Emilia
Via Emilia Santo Stefano, 3/D
Lun - Sab 9 - 19.30 | Dom 10 - 13 / 15.30 - 19.30

L’irriverente

Molto si sa del Vittorio Feltri giornalista e della lunga e fortunata carriera che lo ha visto passare da un piccolo giornale di provincia al “Corriere della Sera”, fino a diventare direttore di testate come “Libero” e “il Giornale” che, sotto la sua dirompente conduzione, si sono affermate tra i quotidiani più letti in Italia. Meno noti, invece, sono alcuni aspetti della sua vita privata e del suo carattere, perché tenuti gelosamente nascosti dietro l’immagine battagliera e spesso cinica che il direttore mostra in pubblico. Attraverso il racconto di amicizie indelebili strette nel corso degli anni e di aneddoti divertenti, “L’irriverente” svela un Feltri inconsueto e inaspettato: lo scopriamo involontario autore di un verso di Giorgio Gaber oppure impegnato in chiassose partite a biliardo insieme a Nicola Trussardi negli anni dell’adolescenza o, ancora, votato a riportare sulla retta via il “fuoriclasse” amante del sushi Alberto Ronchey, che convertirà alla pastasciutta.

Tanti sono anche i ricordi che lo legano a colleghi diventati poi veri amici, a partire dai direttori del “Corriere della Sera” Franco di Bella e Piero Ostellino, fino all’inimitabile Gianni Brera – giornalista “massiccio, ricco e appassionato” –, che celebrò il loro incontro stappando una bottiglia di Grignolino. E ancora si avverte bruciare, in queste brevi pagine scritte a distanza di anni, l’indignazione per le vicende giudiziarie che coinvolsero Enzo Tortora e Angelo Rizzoli, ai quali Feltri non fece mai mancare il proprio sostegno pubblico e privato. Il tono impertinente e ironico che sempre vena i suoi scritti si stempera quando il direttore rivolge il pensiero alla propria infanzia, segnata dalla prematura perdita del padre e dai sacrifici della madre, costretta a provvedere da sola a tre figli piccoli, e alle lunghe vacanze estive a casa dello zio in Molise, dove le giornate a zonzo per il paese e l’uovo bevuto crudo dal guscio avevano un sapore di leggerezza e libertà mai dimenticato. Ma è solo un attimo, perché cedere al sentimentalismo non è certo una prerogativa di Feltri, che ancora una volta conferma di essere una delle penne più corrosive e anticonvenzionali della stampa italiana.

Prenota la tua copia
Prenota la tua copia

Vuoi prenotare una copia di questo libro? Compila questo form: verificheremo la disponibilità del titolo e avrai 48 ore per andarlo a ritirare presso il punto vendita che ti indicheremo.

Maggiori
informazioni
(* campo obbligatorio)



Commenti

Il sottotitolo apparir� qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *