Reggio Emilia
Via Emilia Santo Stefano, 3/D
Lun - Sab 9 - 19.30 | Dom Chiuso

Inferno

Il docente di Simbologia di Harvard Robert Langdon è di nuovo in Italia, per svolgere delle ricerche sulla Divina Commedia di Dante.

Si troverà a combattere contro un terribile avversario e ad affrontare un misterioso enigma che lo proietterà in uno scenario fatto di arte classica, passaggi segreti e scienze futuristiche. Addentrandosi nelle oscure pieghe del poema dantesco, Langdon si lancia alla ricerca di risposte e deve decidere di chi fidarsi, prima che il mondo cambi irrimediabilmente.

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One Response to Inferno

  1. LadyAileen says:

    Inferno è il quarto romanzo che vede protagonista il famoso e stimato professore di simbologia religiosa ad Harvard: Robert Langdon (della sua vita privata si sa ben poco salvo che: soffre di claustrofobia, si mantiene in forma, non ha una compagna e indossa sempre un vecchio orologio raffigurante Topolino).
    Le vicende sono narrate attraverso vari punti di vista (nessun problema per il lettore) ma il principale resta quello del protagonista che stavolta si risveglia in un ospedale di Firenze ricordando poco e nulla (ma ha delle strane visioni legate alla Divina Commedia di Dante e alla Peste) e come se non bastasse qualcuno sta cercando di ucciderlo.
    Tutto il romanzo è basato su fughe rocambolesche, inseguimenti incredibili, flashback e continue informazioni di natura storica su quadri, luoghi e personaggi (senza dubbio molto interessanti e ben intrecciate con gli avvenimenti ma a volte tendono ad essere fuori posto e ammetto che il romanzo a volte può dare l'impressione di una guida turistica).
    Ho apprezzato molto l'idea dell'ambientazione fiorentina (non manca una capatina in qualche altra città) e la simbologia dantesca come motore per dar vita a questo thriller storico dalle tinte apocalittiche.
    Una lettura coinvolgente soprattutto grazie ai numerosi colpi di scena, il ritmo serrato, la trama lineare, lo stile scorrevole e l'immancabile e misteriosa Langdon's girl.
    E' anche vero che qualche spunto di riflessione c'è e mi riferisco all'idea che tra Bene e Male ci sia un confine sottile e che forse il Male potrebbe essere una scelta necessaria se servisse per un bene superiore, ma niente di approfondito.
    In conclusione, i libri di Dan Brown vanno intesi come opere di puro intrattenimento (sinceramente ho passato delle ore davvero piacevoli) e come scusa per (ri)visitare i luoghi menzionati nel libro (Partirei domani per Firenze).
    Aspetto con trepidazione il prossimo libro.

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