Reggio Emilia
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Dizionario delle cose perdute

Una volta c’era la banana: non il frutto amato dai bambini, bensì l’acconciatura arrotolata che proprio i bimbi subivano e detestavano, ma che veniva considerata imprescindibile dai loro genitori. I quali, per bere un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un “caffè caffè”, altrimenti si sarebbero trovati a sorbire un caffè d’orzo.

Una volta, per scrivere, non c’erano sms o e-mail, ma si doveva dichiarare guerra ai pennini e uscire da scuola imbrattati d’inchiostro da capo a piedi. Una volta, si poteva andare dal tabacchino, comprare una sigaretta – una sola – e fumarsela dove meglio pareva: non c’erano divieti, e i non fumatori erano una gran brutta razza. Una volta, i bambini non cambiavano guardaroba a ogni stagione, andavano in giro con le braghe corte anche d’inverno e – per assurdo contrappasso – col costume di lana d’estate. Una volta, la Playstation non c’era, si giocava tutto il giorno per strada e forse ci si divertiva anche di più.

Con un poco di nostalgia, ma soprattutto con la poesia e l’ironia della sua prosa, Francesco Guccini posa il suo sguardo sornione su oggetti, situazioni, emozioni di un passato che è di ciascuno di noi, ma che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme al telefono di bachelite e alla pompetta del Flit. Un viaggio nella vita di ieri che si legge come un romanzo: per scoprire che l’archeologia “vicina” di noi stessi ci commuove, ci diverte, parla di come siamo diventati.

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One Response to Dizionario delle cose perdute

  1. mariapia bellucci says:

    Negli ultimi decenni abbiamo assistito a scoperte impressionanti; clamorose invenzioni si sono susseguite alla velocità della luce tanto che, mantenere il passo con tutte le novità, è stata un'impresa a volte frustante. La tecnologia e l'informatica hanno modificato nell'arco di pochi anni le abitudini quotidiane e hanno introdotto nelle nostre case oggetti che, fino a poco prima, avremmo definito fantascientifici. All'improvviso, le cose di un tempo sono state sostituite da replicanti sofisticati che hanno rivoluzionato e facilitato le nostre vite, facendo diventare prematuramente antiche le usanze del passato. Ma quel passato è talmente vicino ed intriso di ricordi, di profumi, di gesti, di parole, di nomi, di colori, di suoni e di sapori che ha lasciato in noi un senso di malinconia per qualcosa di perduto ma ancora palpabile.

    Ed è umano rievocare il tempo andato, impreziosire le immagini, accentuare le sensazioni legate ad esperienze vissute ed ogni piccolo dettaglio diventa un'icona della nostra infanzia e gioventù.

    Francesco Guccini, da osservatore acuto e da protagonista di un passato recente, ci fa rivivere quelle emozioni assopite e rende ogni lettore interprete delle memorie collettive.

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