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Premio Scerbanenco 2017: i finalisti

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Nell’ambito del Noir in Festival sono stati annunciati i finalisti del Premio Scerbanenco 2017, assegnato al miglior romanzo “nero” italiano dell’anno. Eccoli: “Lissy” di Luca D’Andrea, “L’uomo di casa” di Romano De Marco, “Del dirsi addio” di Marcello Fois, “E’ stato breve il nostro lungo viaggio” di Elena Mearini e “Un piede in due scarpe” di Bruno Morchio. Scopriteli con noi!

Trentino, 1974. Marlene ha sposato Herr Wegener, temuto criminale, per sottrarsi a una vita di miseria. Ora che l’ha tradito, sa che deve scappare il più lontano possibile da lui e che sulle sue tracce c’è un killer gelido e letale, l’Uomo di Fiducia. Però Marlene, prima di partire, ha portato con sé la cosa a cui Wegener tiene più di tutto: è la sua assicurazione sulla vita. E’ Lissy. Dopo il grande successo di “La sostanza del male”, Luca D’Andrea torna con un altro thriller al cardiopalma: “Lissy” (Einaudi).

Romano De Marco con “L’uomo di casa” (Piemme) arriva per la terza volta in finale allo Scerbanenco e ci racconta la storia di Sandra e di suo marito Alan, trovato morto dentro l’auto in uno squallido parcheggio di periferia. Per la polizia è la conseguenza di una rapina finita male o dell’incontro con una prostituta che si è chiuso in tragedia. Ma Sandra non crede a questa ricostruzione e, indagando fra le carte del marito, scopre che l’uomo era ossessionato da un fatto di sangue avvenuto anni prima: il rapimento e l’uccisione di sei bambini per mano di una donna che nessuno è mai riuscito a identificare. Perché Alan si era così interessato a questo caso? Chi altro lo sa? Quali segreti si celano nel passato del marito?

Quando s’imbatte nel caso del piccolo Michele, scomparso dall’auto dei genitori in un’area di sosta senza lasciare traccia, il commissario Striggio sta attraversando un periodo piuttosto complicato e la sparizione di Michele – un bambino “speciale”, dotato di capacità di apprendimento straordinarie e con seri problemi di relazione – è un ordigno destinato a far deflagrare ogni cosa: amori, rancori, ricordi. Fra menzogne e segreti di famiglia, Marcello Fois dipinge il suo thriller dell’anima “Del dirsi addio” (Einaudi).

“E’ stato breve il nostro lungo viaggio” di Elena Mearini (Cairo Publishing) ci fa invece conoscere Cesare Forti: cinquant’anni, una famiglia felice, una posizione sociale invidiabile, tante persone attorno che in lui ritrovano l’uomo ideale. Ma Cesare non è l’uomo che sembra e saranno una donna e un ragazzino a rivelare la sua vera natura, mentre una morte e un ricatto lo metteranno con le spalle al muro.

Concludiamo la nostra carrellata dei finalisti con “Un piede in due scarpe” di Bruno Morchio (Rizzoli). Genova, inverno 1992 mentre le celebrazioni per i cinquecento anni dalla scoperta dell’America ridisegnano il fronte del porto, l’omicidio del giovane Luca sconvolge le vite di un gruppo d’inseparabili amici, svelando passioni e segreti custoditi da anni. A rovesciare una verità di comodo ci penserà una coppia d’eccezione: Diego Ingravallo, un commissario di polizia dall’ingombrante cognome letterario, e lo psicologo Paolo Luzi, a cui un tragico passato ha conferito il dono – o la maledizione – di riconoscere le bugie di chi mente sapendo di mentire.

L’assegnazione del Premio Scerbanenco 2017 avverrà lunedì 4 dicembre all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, in occasione della serata inaugurale del Noir in Festival.

Per scoprire tutto quello che c’è da sapere sul Premio Scerbanenco e sui principali riconoscimenti letterari, esplorate la sezione del nostro sito dedicata ai premi.