Zucchero Fornaciari
Il suono della domenica
Ha venduto più di cinquanta milioni di dischi, ha creato pezzi cantati dal mondo intero, interpretandoli con artisti del calibro di Miles Davis, Eric Clapton, Sting, Ray Charles, Luciano Pavarotti, B.B. King, Bono, i Queen. Figlio di un “voltaformaggio” e di una casalinga, Adelmo “Zucchero” Fornaciari cresce a Roncocesi, vicino a Reggio Emilia.
Un mondo piccolo, compreso tra la cooperativa comunista e la parrocchia di don Tajadela, prete bello grosso, popolato di personaggi memorabili come la nonna Diamante, il nonno Cannella, lo zio Guerra, maoista che mangiava solo riso, la Vittorina, che si piega per gonfiare la ruota della bicicletta e gli mostra le mutande rivelandogli cosa c’è sotto e spalancandogli la porta dell’erotismo e delle fantasie sessuali.
Siamo a metà degli anni Cinquanta, in Emilia, terra di comunisti e di motori, di cucina grassa e di cantanti. Adelmo dorme in una camera dove stanno appese sopra il suo letto coppe, salami, ciccioli, prosciutti. Si sveglia alla mattina unto e profumato di grasso, e va in chiesa a suonare l’organo. In cambio serve messa.
E poi c’è il giradischi, grazie al quale il giovane Adelmo inizierà ad ascoltare la musica…
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